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A Long Tail.
Una lunga coda.

O forse no?

Il nome per questo blog l’ho preso da uno dei libri per ragazzi (anzi, da uno dei libri) che più amo in assoluto: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, di Lewis Carroll. Un omaggio, se vogliamo, ma anche un’idea da cui partire per costruire il mio lavoro, su cui riflettere.

Il terzo capitolo del primo romanzo di Alice s’intitola The Caucus Race and a Long Tale, dove Tale sta per una storia che deve essere raccontata da un topo, creatura che, notoriamente, possiede una Tail, ovvero una coda.
Si da il caso che Tale e Tail (rispettivamente storia e coda, appunto) si pronuncino alla stessa maniera (teɪl), ed è qui che Alice va in confusione, non capendo più se il topino voglia raccontare una qualche avventura o semplicemente parlare della sua coda, tanto che anche la narrazione assume una forma ‘diversa’:

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Parto da qui per affermare che una storia può voler dire molte cose. O che comunque in una storia possiamo leggerci molte cose, anche estremamente diverse tra loro. E questo è forse più vero nei libri per ragazzi che, spesso, vanno a nascondere dietro storie d’avventura, o di magia, o di quotidianità, domande, pensieri, dubbi di grande profondità.
In questo senso, ma non solo, la letteratura per ragazzi (quella fatta bene, almeno) è tra le più sperimentali e fantasiose che io conosca ed è capace di offrire una quantità incredibile di stimoli.

In un’epoca come la nostra, poi, ritengo che alcune domande (e sottolineo domande, non risposte) dovrebbero essere considerate necessarie per lo sviluppo di una persona. Ed è qui che la letteratura per ragazzi potrebbe fare grandi cose. Dovrebbe porre le giuste, e grandissime, domande e farci chiedere se si sta parlando di una Storia o di una Coda. E in questo, per esempio, La Storia Infinita di Michael Ende è magistrale:

– FA’ CIO’ CHE VUOI, questo vuol dire che posso fare tutto quello che mi pare, non credi?
– No, vuol dire che devi fare quel che è la tua vera volontà. E nulla è più difficile.
– La mia vera volontà? E che cosa sarebbe?
– E’ il tuo più profondo segreto, quello che tu non conosci.
– E come posso arrivare a conoscerlo?
– Camminando nella strada dei desideri, dall’uno all’altro, e fino all’ultimo. Di tutte le strade è la più pericolosa.
– Perché? Io non ho paura.
– Non è di questo che si tratta. Ciò richiede la massima sincerità e attenzione, perché non c’è altra strada su cui sia tanto facile perdersi definitivamente.

O ancora:

E’ strano che non si possa semplicemente desiderare quello che si vuole. Ma, per la verità, da dove ci vengono i desideri? E che cos’è un desiderio?

Ecco. A Long Tail nasce da qui. E in quel Tail potete leggerci un po’ quello che volete: – una storia! Perché qui si parlerà tanto di storie.
– una coda di libri! Perché la coda dei libri da leggere è infinita, così come lo è…
– la coda di libri belli e meritevoli! Che qui si cercherà di scovare e ‘divulgare’. Ma anche, perché no…
– la coda dei blog a tema letterario. Ce ne sono tanti e questo è solo l’ennesimo a spuntare. Ma, forse (e sottolineo forse), più blog daranno vita a più visioni della stessa storia e quindi a maggiori domande. E le domande non fanno mai male.

Ma qui si parlerà solo di letteratura per ragazzi dai dieci ai tredici anni.
Perché? Perché, se non si è capito, amo la narrativa per ragazzi, e infatti in passato ne ho già parlato su Progetto Wonderland, assumendo le fattezze verdognole di Morbillo il coccodrillo, e anche su le mele del Silenzio.
Ma ho deciso di dedicarmi a questa fascia d’età perché è quella in cui mi trovo maggiormente a mio agio. Perché è quella che sto pian piano imparando a conoscere da tre anni a questa parte, da quando cioè porto il mio Raccattastorie in giro per le scuole. Perché sono gli anni del cambiamento, della trasformazione, e quindi la narrativa può offrire grandi sorprese e grandi aiuti.

A chi mi rivolgo?
A chiunque voglia seguire, o scoprire, o curiosare questo tipo di letteratura. Ai ragazzi, ma anche agli adulti e, perché no?, anche a degli insegnanti che magari vorrebbero ‘variare’ dalle classiche letture che si assegnano in questa età. A chiunque, in pratica, sia pronto a scoprire belle storie, perché un buon libro per ragazzi è in verità un buon libro per tutti.

Andrea Storti

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