La Biblioteca della Legalità

La lettura non è esclusivamente un’operazione individuale e solitaria.
La lettura può essere anche molte cose diverse e incarnarsi in tanti progetti differenti. Attorno ai libri ruotano infatti moltissime realtà, manifestazioni, idee interessanti che sanno dare sguardi alternativi, nuovi, altri a quello che leggiamo noi. Momenti, in somma, dove la solitudine del lettore abbraccia altre mille solitudini creando esperienze e pensieri nuovi.
Tutto questo è vero anche, e forse soprattutto, per i libri per ragazzi, dove le idee vanno al galoppo e ci si può davvero sbizzarrire.

Una di queste idee interessanti l’ho scoperta da poco e mi ha subito colpito perché si concentra sulle storie per trasmettere alcuni messaggi ben precisi, condividendo così la mia idea che la narrazione sa essere un grande strumento di condivisione e propagazione di alcuni punti di vista che possono interessare la collettività.

Sto parlando di Bill, la Biblioteca della Legalità. Un progetto che vuole diffondere la cultura della legalità, appunto, e della responsabilità tra le nuove generazioni.

Nel mio piccolo, mi piaceva l’idea di far conoscere ad altri questa realtà e quindi ho pensato di intervistare chi ha contribuito alla nascita di Bill, ovvero Michele Altomeni, presidente della Fattoria della Legalità. Io lo ringrazio davvero di cuore perché è stato gentilissimo ed estremamente disponibile. Vi invito a leggere le sue risposte e a spulciare il sito del progetto, dove potrete trovare tutte le informazioni di cui potreste aver bisogno.

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Come e da chi nasce la biblioteca della legalità?
Nasce all’interno della Fattoria della Legalità, che è un centro di educazione e formazione sui temi della cittadinanza e della partecipazione sorto da un bene confiscato alle mafie nel comune di Isola del Piano, nell’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino. La Fattoria della Legalità, fin dalla sua nascita, è stato un laboratorio in cui si incrociano persone e organizzazioni diverse, interessate ad avviare progetti e iniziative. Nel caso della Bill l’ispirazione è venuta dalla sezione di Pesaro e Urbino dell’Associazione Nazionale Magistrati che è guidata da persone animate da grande senso civico. All’inizio avevamo pensato semplicemente di acquistare dei libri per ragazzi da tenere a disposizione all’interno della nostra sede, ma per fare questa semplice cosa abbiamo messo attorno ad un tavolo diverse realtà interessate, da IbbY Italia al Forum del Libro, dall’ISIA di Urbino all’Associazione Italiana Biblioteche Marche. Si è rivelata una miscela esplosiva perché quella semplice idea si è trasformata un un progetto molto più ampio che adesso gira l’Italia.

Cos’hanno a che fare le storie, e in particolare i libri, con la legalità e la giustizia?
Quando abbiamo iniziato ad occuparci di educazione alla legalità ci siamo subito resi conto che uno degli strumenti più validi che avevamo a disposizione erano le storie. Se si vogliono trasmettere valori, principi e ideali in maniera efficace bisogna passare attraverso la narrazione, intesa come racconto di esperienze e di esempi. Questo vale per i bambini e i ragazzi in età scolastica, ma in realtà vale anche per gli adulti. Le storie ci inducono ad indossare i panni degli altri, a farci coinvolgere, quindi a comprendere a fondo una situazione. Questo è vero sia che si utilizzino storie vere, portando esempi di eroi, vittime, cittadini che hanno fatto scelte positive. Ma anche se si gioca con storie inventate, con racconti di fantasia, da cui però sia possibile trarre ispirazione.
La Bill comunque non è fatta solo di storie, cioè di narrativa, ma anche di saggistica che utilizza un linguaggio accessibile ai lettori più giovani, di fumetti e di libri illustrati adatti anche a bambini molto piccoli. Pensiamo che l’atto di leggere sia già un passo sulla strada della cittadinanza. Comporta di per sé una scelta di profondità rispetto alla superficialità di altre forme culturali o di intrattenimento. Se anche i contenuti della lettura sono formativi i passi sono già due.

Che tipo di progetti offre Bill e come diffonde queste storie di legalità?
Come dicevo, quando abbiamo cominciato a pensare ad una nostra biblioteca per la nostra sede abbiamo subito cominciato a temere che i libri restassero per gran parte del tempo sugli scaffali, senza riuscire a svolgere la loro funzione di arrivare davvero ai ragazzi. Allora abbiamo pensato che questa biblioteca avesse bisogno di gambe, per non restare ferma ad aspettare lettori, ma per correre loro incontro. Le gambe in realtà sono le ruote di alcune valigie trolley che trasportano la biblioteca da una scuola all’altra. Le insegnanti prenotano la biblioteca all’inizio dell’anno scolastico, partecipando ad un corso di formazione e aggiornamento che offre tanti spunti di lavoro. Poi, a turno, ricevono le valigie. Le portano nostri operatori nel corso di un incontro didattico con le classi. La scuola può tenere i libri per due mesi, nell’arco dei quali gli alunni li prendono in prestito, li leggono, li consultano, li discutono, li rielaborano. Al termine dei due mesi andiamo a riprendere la biblioteca e di solito ci portiamo via una valigia in più, piena di lavori fantastici che gli studenti hanno realizzato. E subito consegniamo Bill alla destinazione successiva.

Bill, nel sito è detto più volte, è un progetto replicabile. Come si può fare per portare Bill nelle proprie città?
Quando le valigie hanno cominciato a circolare, subito ci sono arrivate richieste da varie parti d’Italia e ci siamo resi conto che non potevamo gestire la biblioteca da un unico punto. Così abbiamo cominciato a rispondere a queste richieste con l’invito a costituire sul territorio una nuova sede della Biblioteca. L’invito è stato raccolto con entusiasmo e oggi Bill, oltre che in Provincia di Pesaro, è presente a Padova, ad Ancona e ad Alessandria. A settembre, dopo un bellissimo percorso preparatorio attuato dalla Biblioteca Collina della Pace, nascerà quella di Roma, e poi sarà la volta dell’Alta Valle del Reno, della provincia di Latina e tante altre che si stanno organizzando.
Ci siamo dati alcuni semplici criteri per chi vuole aprire una Bill, uno dei quali è fare rete, perché quello è un valore di fondo per noi. La rete è intesa sia come collegamento tra tutte le Bill che nascono in Italia, sia come gruppo promotore su un singolo territorio, che dovrebbe sempre riuscire a comprendere attori diversi, tra associazioni, istituzioni, scuole, biblioteche, magistrati…
Poi ogni realtà ha la sua storia e le sue peculiarità ed è giusto che ogni Bill sia calata nel suo contesto. Ad ogni modo, per chi fosse interessato, invitiamo ad una visita sul sito http://www.biblitoecadellalegalita.it dove ci sono tutte le informazioni e i contatti.

Che tipo di riscontro avete avuto con i vostri progetti? Come venite accolti da realtà come scuole e biblioteche?
Il riscontro è stato superiore ad ogni nostra aspettativa, sia per quanto riguarda le richieste di ospitare la Bill sul nostro territorio, sia per quanto riguarda gruppi interessati a replicarla in altri luoghi. Tant’è che essendo la nostra una struttura piccola, facciamo spesso anche fatica a rispondere a tutte le esigenze. Le scuole che chiedono di ospitare la Bill hanno continuato ad aumentare, e grazie anche all’esperienza che man mano accumuliamo, anche il valore culturale dell’esperienza che se ne ricava sta crescendo. Le biblioteche sono per noi un partner fondamentale. Quasi tutti i gruppi nati in giro per l’Italia per costituire le Bill hanno alle spalle un ruolo trainante delle biblioteche e quasi sempre, di bibliotecari che si appassionano al progetto.

Come dite anche voi, l’Italia è un paese di non lettori, eppure voi avete scelto i libri per trasmettere il concetto di giustizia ai ragazzi. Mi vien quindi da chiedere come, secondo voi, si può invogliare i ragazzi alla lettura?
Per rispondere a questa domanda posso mettere in gioco sia la mia esperienza da educatore che viene in contatto spesso con insegnanti, che quella di padre. Come genitore cerco di far vivere ai miei figli un rapporto molto spontaneo e naturale con la lettura, come un qualunque altro gioco, senza mai forzarlo. I bambini amano le storie e amano sentirsele raccontare. Io ho iniziato a leggere loro storie già quando erano piccoli e sto vedendo che per loro prendere un libro la sera prima di addormentarsi è un gesto normale.
A scuola mi trovo a che fare con insegnanti molto bravi, e mi accorgo che i loro alunni tanto più amano leggere quanto più amano farlo gli insegnanti: la passione per la lettura è contagiosa. Penso che anche a scuola, coma a casa, si possa fare amare la lettura riuscendo a farla percepire non come un “compito”, ma come un momento piacevole. E in questo è fondamentale anche la scelta dei libri e il rispetto delle caratteristiche del ragazzo. Ognuno ha la sua strada per arrivare ad amare i libri, e il ruolo dell’insegnante è aiutare il bambino e il ragazzo a trovare quella strada. Incontro sempre più insegnanti che dedicano tempo a leggere storie ai loro alunni, anche questo è molto importante. Per molti leggere è faticoso, ma molti sono disposti ad affrontare una fatica se possono attendersi qualcosa che li appaga. La lettura da parte dell’insegnante può servire a questo, a capire che dentro i libri ci sono storie piacevoli, che meritano quella fatica.

Sul sito avete una lista di titoli che parlano in qualche modo di legalità. Ce n’è qualcuno che vi sentite di consigliare particolarmente?
La bibliografia è uno dei pilastri del progetto Bill, è uno degli aspetti a cui abbiamo dedicato fin dall’inizio più energie e costantemente c’è chi lavora all’aggiornamento di quella lista. Siamo certi che quella lista è di altissima qualità perché ci hanno lavorato persone che oltre ad essere professionisti del settore, come bibliotecari, editori e autori, sono persone di una grande umanità e passione civile. Per questo, al di là che si sia interessati al progetto Bill, il primo invito che facciamo, ad educatori e genitori, è di sfruttare la nostra bibliografia, che oggi contiene 202 titoli.
Credo sia molto difficile sceglierne qualcuno in particolare, perché come dicevo prima, il percorso che porta alla lettura e alla preferenza di un libro è molto soggettivo, intrecciato col vissuto personale. Per certi versi, il viaggio nella lettura, è una sorta di percorso iniziatico, dove ogni libro genera nuovi interessi che a loro volta ne generano altri, passo dopo passo, trasformandoti.
Però posso dire alcuni titoli che in questi anni gli insegnanti e gli alunni hanno maggiormente sfruttato. Per la narrativa direi “Per questo mi chiamo Giovanni”, di Luigi Garlando. Per la saggistica “La mafia spiegata ai ragazzi” di Antonio Nicaso, e per i fumetti “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia?, di Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo.

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